Caregiver familiare e politiche sociosanitarie: si è tenuta oggi, 6 maggio, una videoconferenza Uil-Uilp sul ruolo del caregiver familiare. Alla riunione, introdotta da Rosella Buccarello e moderata da Mirella Novelli, è intervenuta la Segretaria nazionale Uilp Francesca Salvatore. Hanno concluso i lavori Santo Biondo, Segretario confederale Uil e Carmelo Barbagallo, Segretario generale Uil Pensionati.

Le conclusioni di Barbagallo

“Nel nostro Paese -ha dichiarato Barbagallo- la figura del caregiver familiare non è né riconosciuta, né in alcun modo tutelata. Il lavoro di cura informale, quello svolto gratuitamente, non produce reddito ma fa risparmiare molti soldi allo Stato. Se nei bilanci pubblici, oltre alle entrate e alle uscite, si inserisse la voce “soldi risparmiati”, molto probabilmente questa sarebbe considerevole.

Come detto, più volte la stragrande maggioranza di coloro che prestano assistenza alle persone non autosufficienti sono donne le quali vengono fortemente penalizzate sotto il profilo lavorativo, della carriera, e pensionistico. Già da Segretario Generale della Uil mi sono battuto per far inserire nelle nostre piattaforme unitarie il tema del riconoscimento previdenziale del lavoro di cura informale.

Se prendiamo in considerazione il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, è facile prevedere che le necessità di assistenza sono destinate a crescere nel prossimo futuro. Questo presuppone cambiare paradigma e cioè considerare le risorse destinate al sociale e alla sanità non come una spesa ma come un investimento.

Il Governo su questo versante non solo ci deve ascoltare ma ci deve anche sentire. Hanno approvato la Legge sulla non autosufficienza, una legge che noi abbiamo definito di civiltà, senza risorse. E noi sappiamo bene che le riforme a costo zero non hanno mai funzionato. Siamo il paese in Europa dove si spende meno per il sociale e la sanità.

La Corte dei Conti qualche giorno fa ci ha ben decritto la situazione: In Italia la spesa sanitaria pubblica, pari a circa 131 miliardi di euro, risulta molto ridotta rispetto ai 423 miliardi della Germania e ai 271 miliardi della Francia.

Ma il dato che spiega meglio la situazione è l’incidenza sul PIL: nel nostro Paese la spesa sanitaria è al 6,8% del PIL, a fronte del 10,9% della Germania, del 10,3% della Francia, del 9,3% del Regno Unito e del 7,3% della Spagna. Nella scorsa legislatura c’erano alcune proposte di Legge mirate al riconoscimento dei Caregiver su cui come UILP avevamo dato anche un nostro contributo, ma non se ne è fatto nulla. Adesso si inizia da capo.

Caregiver familiare: serve una legge che ne riconosca il valore sociale

Noi siamo per una Legge che riconosca il valore sociale della figura dei caregiver familiari, ma non ci convince la professionalizzazione di questa figura. Non ce la possiamo cavare con un sussidio o un assegno di cura. Vanno sicuramente rafforzati i servizi pubblici sociosanitari, riformato il sistema delle RSA, si deve investire nella domotica e robotica.

E poi ci domandiamo: qualora si arrivasse alla professionalizzazione dei caregiver familiari come la mettiamo con il rispetto dei Contratti di lavoro domestico o degli OSS? Ai caregiver familiari va sicuramente riconosciuto il lavoro di cura ai fini previdenziali. C’è poi anche il tema dei contratti collettivi di lavoro del settore. Giusta retribuzione, ferie, permessi ecc.

Nel lavoro domestico abbiamo un ottimo esempio di bilateralità: formazione e aggiornamento ogni due anni delle badanti; un’ottima sanità integrativa. Insomma, c’è una tutela legata alle figure professionali che svolgono lavoro di cura e assistenza che con tutta probabilità non si estenderebbe ai caregiver familiari.

Si potrebbe addivenire a stipula di intese e di accordi tra sindacato e datori di lavoro volti a consentire: una maggiore flessibilità oraria e lo sviluppo di servizi di welfare aziendale o interaziendale; l’istituzione di un fondo ferie solidale; permessi e smart working. È necessario introdurre da parte delle istituzioni (Ministero Lavoro, Regioni) specifici programmi per il supporto alla collocazione o ricollocazione dei caregiver familiari al termine della loro attività di cura e di assistenza, tramite interventi e azioni di politica attiva nell’ambito dei servizi per l’impiego.”

 

Scarica QUI la relazione della Segreteria nazionale Uilp Francesca Salvatore