“L’invecchiamento attivo deve essere considerato una risorsa per il Paese e non un problema da gestire. La sfida non è soltanto vivere più a lungo, ma garantire alle persone più anni di vita in buona salute, attraverso un approccio integrato che metta al centro la qualità della vita, la prevenzione e la partecipazione sociale.”
Così la Segreteria nazionale Uilp Francesca Salvatore oggi 10 giugno alla riunione CIPA presso Palazzo Chigi.
“L’invecchiamento attivo non può essere considerato una questione che riguarda esclusivamente gli anziani. Si tratta di un tema che interessa l’intera società e che coinvolge il lavoro, il sistema previdenziale, la sanità, i servizi sociosanitari e la tutela della salute. La vera sfida non è soltanto vivere più a lungo, ma aumentare gli anni vissuti in buona salute.
È inoltre necessario chiarire un equivoco che spesso accompagna il dibattito pubblico: per noi l’invecchiamento attivo non significa allungamento dell’età pensionabile. Significa invece promuovere la qualità della vita, rafforzare la sostenibilità e l’efficienza dei sistemi sanitari e sociali, investire nella prevenzione e favorire l’apprendimento permanente e la piena inclusione delle persone in tutte le fasi della vita.
Le persone anziane rappresentano una grande risorsa per il Paese. In questi anni hanno sostenuto le famiglie e svolto un ruolo fondamentale di ammortizzatore sociale. Sono protagoniste del welfare familiare e portatrici di competenze, esperienze e saperi che devono essere valorizzati e messi a disposizione della collettività.
Invecchiamento attivo: occorre investire e rafforzare la governance
Per questo è necessario investire in città, trasporti e abitazioni realmente accessibili, favorire l’inclusione digitale per contrastare l’isolamento sociale, rafforzare le politiche di prevenzione e promozione della salute e destinare adeguate risorse alle politiche per la non autosufficienza. È altrettanto importante promuovere la partecipazione sociale e sostenere progetti di servizio civile rivolti alle persone anziane.
Occorre inoltre rafforzare la governance delle politiche per l’invecchiamento attivo, valorizzando la collaborazione tra Stato e Regioni e assicurando il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, del Terzo settore e delle associazioni. Il monitoraggio delle esperienze territoriali e la condivisione di dati e informazioni rappresentano strumenti indispensabili per costruire un Piano nazionale efficace e capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone.
Le persone anziane non sono un peso, ma una risorsa preziosa per la crescita economica, sociale e civile del Paese. È da questa consapevolezza che bisogna partire per costruire una società più inclusiva, più solidale e capace di garantire a tutti il diritto a un invecchiamento attivo e in salute”.
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