I PENSIONATI DELL’EMILIA-ROMAGNA SCRIVONO A RENZI 50MILA CARTOLINE PER DIRE #NONSTIAMOSERENI

I sindacati regionali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil chiedono al governo interventi per il welfare e le pensioni. Oggi a Bologna l’incontro con i parlamentari Rita Ghedini, Andrea De Maria, Antonella Incerti, Patrizia Maestri e Maino Marchi del Pd e Giovanni Paglia di Sel

L’hashtag c’è, ma niente Twitter – 140 caratteri sono troppo pochi –, meglio le più tradizionali cartoline. Sono 50mila quella raccolte fino a oggi in Emilia-Romagna dai sindacati regionali SpiCgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil e indirizzate a Matteo Renzi per chiedere al Governo interventi per lo sviluppo e l’occupazione, lotta a sprechi e privilegi, tutela del welfare e sostegno delle pensioni, perché i pensionati “non sono sereni”, anzi: “#Nonstiamosereni”.

Le cartoline sono state simbolicamente consegnate oggi alla Camera del Lavoro di Bologna nel corso di un incontro – il terzo negli ultimi mesi – tra i sindacati e alcuni parlamentari dell’EmiliaRomagna: la senatrice del Partito democratico Rita Ghedini, i deputati del Pd Andrea De Maria, Antonella Incerti, Patrizia Maestri e Maino Marchi e l’onorevole di Sinistra ecologia e libertà Giovanni Paglia.

“Il governo deve affrontare con determinazione il tema dei redditi da pensione, perché sempre più pensionati stanno scivolando verso la povertà e non è più tollerabile che continuino a essere dimenticati” dicono Bruno Pizzica, Loris Cavalletti e Rosanna Benazzi, segretari regionali generali rispettivamente di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.

I segretari dei sindacati “prendono atto” dell’impegno che il presidente del consiglio Renzi ha assunto nell’estendere dal 2015 il beneficio degli 80 euro mensili anche ai pensionati con il medesimo reddito dei lavoratori che ora lo percepiscono. “Ma invitiamo i parlamentari a controllare e a spingere affinché non resti solo un annuncio”. Ai parlamentari della regione i pensionati chiedono anche di impegnarsi per favorire l’apertura di un confronto formale tra governo e sindacati: “Il rapporto con le parti sociali non può essere eluso”.

Il welfare è l’altra grande preoccupazione di Spi, Fnp e Uilp: “Non si può più rimandare l’istituzione, con adeguato finanziamento, di una legge nazionale sulla non autosufficienza, più volte promessa, ma mai mantenuta dai governi passati”. Sistema sanitario e servizi socioassistenziali “non vanno solo mantenuti e incrementati dato l’aumento dell’età della popolazione, ma anche difesi dall’attacco di chi vorrebbe smantellarli a favore di uno speculativo sistema privatistico” concludono i pensionati.