ADI:“Nel 2024 le persone over 65 prese in carico dall’Assistenza domiciliare integrata (ADI) sono state 1.546.443, pari al 10,8% della popolazione anziana, superando di circa 150 mila unità il target previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che fissava l’obiettivo a 1,4 milioni di assistiti.”

È quanto emerge da un monitoraggio della UIL Pensionati, basato sui dati AGENAS relativi al 2024 per la presa in carico e sull’Annuario del Servizio sanitario nazionale (2023) per quanto riguarda le ore di assistenza erogate. L’obiettivo quantitativo del PNRR può dirsi raggiunto, ma restano criticità rilevanti sulla qualità dei servizi.

In media, si legge nello studio, a ciascun assistito sono state garantite circa 17 ore complessive di assistenza, prevalentemente infermieristica, un numero spesso insufficiente per rispondere ai bisogni delle persone non autosufficienti. A ciò si aggiungono forti disuguaglianze territoriali: 13 Regioni superano la soglia del 10% di over 65 presi in carico, mentre 8 restano al di sotto della media nazionale.

ADI: la geografia dell’assistenza

La geografia dell’assistenza evidenzia che 13 Regioni hanno raggiunto percentuali superiori all’obiettivo del 10% di over 65 in assistenza. Mentre le restanti 8 Regioni sono al di sotto della media del 10%

In particolare, Il Piemonte è al 14,2% di over 65 in assistenza; L’Umbria è al 12,6%; la Basilicata al 12,1%; il Veneto all’11,7%; l’Emilia Romagna all’11,4%.

Mentre la Sardegna ha preso in carico solo il 6,4% di over 65. La Valle d’Aosta il 9,2%. La Provincia autonoma di Bolzano e la Calabria il 9,7%. La Liguria il 9,8%.

Dati differenti sulle ore erogate per assistito: in Sardegna si registrano in media 48 ore. in Abruzzo 35 ore. in Calabria 34 ore. in Sicilia 25 ore e in Puglia 24 ore. Al contrario, in Veneto vengono erogate mediamente 6 ore per assistito, mentre in Piemonte e nella Provincia autonoma di Bolzano si attestano a 7 ore.

“Non possiamo più accettare che l’accesso e la qualità dell’assistenza dipendano dal luogo di residenza- dichiara Carmelo Barbagallo, Segretario generale Uil Pensionati.

“È necessario. -continua Barbagallo- superare la separazione tra sanità e sociale, rafforzando l’integrazione tra l’ADI erogata dalle ASL e i servizi di assistenza domiciliare dei Comuni. A partire dal potenziamento dei distretti”.

Resta infine aperta la questione della continuità del servizio, poiché a partire da settembre verranno meno le risorse straordinarie del PNRR. “Occorre individuare al più presto finanziamenti strutturali per garantire la prosecuzione dell’assistenza domiciliare integrata e tutelare il diritto alla cura delle persone anziane”.

Leggi QUI lo studio Uilp.