Barbagallo: “I pensionati sono sempre al fianco dei lavoratori. E non per semplice solidarietà. Lo fanno perché sanno benissimo che il lavoro di oggi costruisce le pensioni di domani. Se accettiamo lavoro povero, precario e sottopagato, domani avremo pensionati poveri. E questo non possiamo permettercelo. Difendere salari, diritti e occupazione significa difendere anche il futuro delle pensioni.”
Così Carmelo Barbagallo Segretario Generale Uilp intervenendo al XIX Congresso nazionale UIL – Unione Italiana del Lavoro
Noi vogliamo un Paese in cui i pensionati possano vivere con dignità. Perché un pensionato che mantiene il proprio potere d’acquisto continua ad aiutare figli e nipoti, sostiene le famiglie e rafforza la coesione sociale. In tante case italiane sono proprio i nonni a pagare una bolletta, a dare una mano con l’affitto o con gli studi dei ragazzi.
Difendere il potere d’acquisto delle pensioni non significa guardare al passato, significa investire nel futuro del Paese.
Viviamo più a lungo, ma troppo spesso viviamo peggio. La longevità deve diventare una risorsa, non un problema. Per questo servono servizi, relazioni, inclusione e una sanità di prossimità che funzioni davvero.
Barbagallo: una sfida che riguarda tutti è l’intelligenza artificiale
C’è poi una sfida che riguarda tutti: l’intelligenza artificiale. Io non penso che sia un nemico. È uno strumento. La vera sfida è governarla, non subirla. Dobbiamo fare in modo che migliori il lavoro, i servizi e la qualità della vita delle persone, senza creare nuove disuguaglianze e senza sostituire i diritti con gli algoritmi. La tecnologia deve essere al servizio delle persone, non il contrario.
Lo stesso vale per la sanità. Ben vengano l’innovazione e l’intelligenza artificiale se aiutano a fare diagnosi più rapide e a rendere più efficienti i servizi. Ma nessun algoritmo potrà mai sostituire gli investimenti, il personale e un Servizio sanitario nazionale forte.
Oggi il problema sono le liste d’attesa. Siamo tornati a un sistema in cui i pensionati aspettano mesi per una visita o un esame. Qualcuno dice, con amara ironia, che così aumenta perfino l’aspettativa di vita, perché si passa più tempo aspettando una visita che a curarsi. Ma non c’è nulla da ridere. Sempre più persone rinunciano alle cure o sono costrette a pagare di tasca propria. Il diritto alla salute non può dipendere dal reddito né dai tempi di attesa.
Noi continueremo a batterci perché difendere pensionati e anziani significa difendere il lavoro, la sanità pubblica, la coesione sociale e il futuro del Paese. Questa è la nostra battaglia e non intendiamo arretrare di un passo. Viva la Uilp, viva la Uil!”