Happy Ageing, Assise Nazionale sulla prevenzione delle malattie infettive nell’anziano: “Noi italiani complichiamo sempre le cose che dovrebbero essere semplici. Persino la vaccinazione gratuita provoca diffidenza. Questo deve cambiare. E la diffidenza si può battere con la informazione. Così il Segretario generale Uilp Carmelo Barbagallo nel corso del suo intervento all’Assise nazionale sulla prevenzione delle Malattie infettive nell’anziano, promossa da HappyAgeing
Happy Ageing, l’Assise
– Ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società, secondo le stime dell’Office of Health Economics. Per l’antinfluenzale il rapporto sale fino a 19 euro, per l’antipneumococcica fino a 30, per il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) fino a 14. Sono numeri ampiamente discussi nel corso dell’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano, tenutasi a Roma a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo. Il dibattito si è infatti concentrato non su quanto costa prevenire, ma quanto costa non farlo: a sostegno di tale tesi l’analisi tecnico-scientifica raccolta nel documento “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia”. Elaborato dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica dei Professori Caterina Rizzo e Silvio Tafuri, questo documento è stato presentato da HappyAgeing al Ministero della Salute e al CIP – Coordinamento Interregionale Prevenzione che, attraverso la Cabina di regia, stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV).
Oltre a dati economici rilevanti, il documento di Happy Ageing raccoglie cinque proposte operative per il nuovo PNPV su pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, VRS e Covid-19, le vaccinazioni raccomandate nella silver age. Perché vivere più a lungo non è più un’eccezione demografica ma una nuova realtà sociale, e per garantire la longevità i vaccini sono una soluzione sia in termini di qualità di vita guadagnata che in costi evitati per il Servizio Sanitario Nazionale.
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