CIPA: “Apprezziamo l’avvio del confronto sul Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana over 70. Un passaggio importante, che però non può esaurirsi in un solo incontro.”

A dichiararlo, nel corso della riunione del CIPA che si è tenuta oggi a Palazzo Chigi, la Segretaria nazionale Uilp Francesca Salvatore.

“Per questo riteniamo necessario istituire un tavolo nazionale permanente sulla non autosufficienza, in grado di accompagnare tutte le fasi di attuazione del Piano e monitorare, anche a livello nazionale, l’impatto delle scelte che verranno adottate nei territori.

Permangono però criticità rilevanti. Oggi siamo di fronte a due piani distinti (uno per gli under 70 e uno per gli over 70) una scelta che non condividiamo. La non autosufficienza non si misura in base all’età, ma ai bisogni assistenziali. Questo doppio binario rischia di creare confusione e disuguaglianze, soprattutto per le persone tra i 65 e i 69 anni.

Il problema principale resta quello delle risorse insufficienti, che rischiano di rendere entrambi i piani deboli e inadeguati rispetto ai bisogni reali di milioni di persone non autosufficienti e delle loro famiglie.

Riunione CIPA, serve un sistema ancorati ai fabbisogni reali

Siamo inoltre in una fase di transizione complessa: il nuovo sistema di presa in carico entrerà a regime solo nel 2028 e, fino ad allora, coesisteranno criteri diversi di valutazione della non autosufficienza. A questo si aggiungono i ritardi nell’attuazione dell’assistenza territoriale, a partire dalle Case della Comunità e dai Punti Unici di Accesso, e le difficoltà degli enti locali ad assumere personale a causa dei vincoli vigenti.

Positiva l’introduzione di nuovi criteri per la ripartizione delle risorse e l’innalzamento della soglia ISEE per alcune prestazioni, ma non basta. Serve un sistema realmente ancorato ai fabbisogni e capace di garantire equità su tutto il territorio.

Restano inoltre forti criticità sulla Prestazione Universale, che con criteri così restrittivi rischia di non raggiungere chi ne ha davvero bisogno, e sull’assenza di una riforma complessiva dell’assistenza domiciliare e residenziale.

Da anni chiediamo anche una legge sui caregiver familiari: milioni di persone continuano a sostenere da sole il peso dell’assistenza, senza tutele adeguate. Il testo in Parlamento non risponde alle nostre esigenze.

Per questo ribadiamo alcune priorità fondamentali:

  • incremento strutturale del Fondo sanitario, del Fondo per la non autosufficienza e del Fondo sociale
  • sviluppo di un vero sistema di assistenza domiciliare, che garantisca il diritto a restare a casa
  • trasformazione delle RSA in luoghi di vita, più piccoli, aperti e integrati nel territorio
  • piena integrazione tra sociale e sanitario, a partire dai servizi territoriali
  • revisione della Prestazione Universale, ampliando platea e criteri di accesso

La non autosufficienza è una delle grandi sfide del nostro tempo. Servono scelte coraggiose, risorse adeguate e una visione chiara: mettere al centro le persone e i loro diritti.”

Leggi QUI l’intervento completo.