La città quotidiana ha voce di donna: “Buon pomeriggio a tutte e a tutti. Mi chiamo Anna Castiglione. Ho 79 anni e vivo in un paesino collinare del Pescarese. In Abruzzo, i Comuni delle aree interne sono numerosi, sono spesso situati in montagna, in aree non sempre facili da raggiungere, soprattutto in inverno. Molti conservano ancora i segni degli ultimi terremoti. Le aree interne sono una realtà importante in tutta l’Italia, ma sono dimenticate o poco considerate.”

Così è intervenuta Anna Castiglione, della Uilp Abruzzo, al Convegno ‘La città quotidiana ha voce di donna’, organizzato dalla Uil, che si è tenuto oggi a Roma.

“Interessano circa il 60% del territorio nazionale, circa la metà dei Comuni e circa un quarto della popolazione, ma con una densità abitativa di molto inferiore alla media nazionale. Non è sempre facile vivere in questi Comuni interni: isolamento, spopolamento, invecchiamento della popolazione si intrecciano in modo negativo. Manca il lavoro. Gli adulti e i giovani se ne vanno. Restano le persone anziane, soprattutto donne, che, come si sa, vivono più degli uomini e restano più spesso sole. Così, piano piano, chiudono i negozi, le banche, le edicole, le farmacie, gli uffici postali, gli uffici pubblici, le scuole, gli ambulatori, i consultori, gli ospedali… E mancano i servizi essenziali, sanitari, sociali, culturali, educativi.

Spesso i Comuni delle aree interne sono paesini, arroccati, suggestivi, da tutelare, ma sono anche pieni di stradine ripide e scale. Le case sono vecchie (a volte anche di secoli!), con tante barriere architettoniche e difficili da riscaldare. Non è semplice viverci per persone anziane con pensioni insufficienti. Fino ad oggi, è mancata una strategia efficace per le aree interne, anche se qualcosa si sta muovendo e il tema comincia ad essere affrontato nelle politiche europee e italiane. La Uil Pensionati e la Uil, a livello nazionale e locale, si occupano da sempre delle aree interne.

Come Uil Pensionati, negli anni ci siamo mobilitati, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, contro la chiusura delle farmacie, delle edicole, degli uffici postali, che sono presidi importantissimi di socialità, servizio e aiuto per le persone anziane. Il nostro Segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, proprio poche settimane fa ha lanciato l’idea degli Stati generali delle aree interne, per sviluppare, con il contributo di istituzioni e parti sociali, azioni positive, sanità di prossimità, trasporti efficienti, scuole e connessioni digitali adeguate. Altrimenti intere comunità sono destinate a scomparire. I problemi, insomma, sono tanti, in particolare per le persone anziane e per le donne anziane, come me.

 

La città quotidiana ha voce di donna: l’innovazione tecnologica, digitale e sociale può aiutare a impedire l’abbandono delle aree interne.

Ma le aree interne possono rappresentare una grande risorsa per le persone anziane che le abitano e per tutta la società. I piccoli centri interni sono spesso belli e situati in posti belli. Sono luoghi in cui si vive una vita più tranquilla, ci si conosce, ci si aiuta, c’è un controllo sociale positivo, ci si tiene d’occhio! Si ha meno paura. Investire nelle aree interne significa difendere il diritto di continuare a vivere nei propri luoghi. Perché c’è chi vuole andare via, ma c’è anche chi ama i piccoli centri un po’ fuori mano e vorrebbe poterci restare, con occasioni di lavoro e servizi adeguati.

L’innovazione tecnologica, digitale e sociale può aiutare a impedire l’abbandono delle aree interne. Lavoro e insegnamento da remoto, telemedicina e sanità territoriale, consulenze Inps da remoto: tutti servizi da incentivare. Servono però reti Internet ad alta velocità, piani di alfabetizzazione digitale rivolti in particolare alle persone anziane, reti di trasporto efficienti.

Intorno ai piccoli borghi si possono costruire progetti virtuosi di sviluppo sostenibile, economico, ambientale e sociale. Con investimenti adeguati e la promozione del lavoro giovanile e femminile. Turismo sostenibile, percorsi enogastronomici, reti di piste ciclabili e di sentieri, osservazione degli animali e degli uccelli, recupero delle aree agricole e delle vecchie tratte ferroviarie. Sono solo alcuni esempi. Il tutto collegato a un piano capillare di innovazione. In questi progetti, per la Uil Pensionati la valorizzazione delle persone anziane e le relazioni tra le generazioni devono avere un ruolo centrale.

Noi persone anziane, noi donne anziane, che viviamo nei piccoli centri delle aree interne abbiamo competenze e saperi, dall’artigianato, al cucito, ai merletti, alla cucina, alla realizzazione di prodotti alimentari tipici, dalla conoscenza delle erbe e delle piante alla conoscenza degli animali e del territorio, alla capacità di vivere in modo più lento. Competenze che rischiano di andare perdute e che possiamo invece trasmettere alle generazioni più giovani, che ci possono trasmettere altre competenze.

Le zone interne potrebbero diventare quindi luoghi in cui passato e futuro si intrecciano in modo virtuoso, in cui si sperimenta la solidarietà tra le generazioni, tra giovani e anziani e anche tra persone italiane e straniere. I borghi interni, infatti, si potrebbero ripopolare anche con il contributo di persone che vengono da altri Paesi e cercano migliori opportunità di vita. Coesione territoriale e coesione sociale insieme, per costruire una Italia migliore. Come Uilp ci crediamo e come donne della Uilp siamo pronte a dare il nostro contributo.