Multileva: da una parte ci sono i cittadini interessati che chiedono come fare per avere il bonus da 250 euro, dall’altro ci sono le risorse ma i termini per utilizzarle stanno scadendo senza che ci siano ancora linee guida di approvazione progetto. Intanto gli enti gestori paventano una riduzione dei posti in convenzione e anche l’Assegno di inclusione è a rischio tagli. “A riassumerlo per sommi capi, il nostro sistema di gestione dell’assistenza alla popolazione anziana non sembra proprio godere di buona salute e ad analizzarla nel dettaglio, risulta ancor più preoccupante” denuncia Marina Marozzi, segretaria generale della Uilp Marche.
Sotto la lente d’ingrandimento del sindacato finisce il progetto “Multileva”, un intervento che prevede il sostegno – circa 21 milioni di euro per il triennio 2025/2027 – agli enti gestori delle strutture sociali residenziali convenzionate e un aiuto alle famiglie per far fronte alle rette. Il sindacato, pur riconoscendo la necessità di adeguare le risorse a disposizione degli enti gestori, alcuni dei quali accusano una situazione di forte deficit a causa dell’aumento dei costi generali, tra cui il rinnovo del CCNL del proprio personale dipendente, si dice preoccupato.
“Il sindacato – dicono dalla Uil Marche – intende evitare contrapposizioni e piuttosto stabilire un rapporto di collaborazione e di apertura nell’esclusivo interesse dei destinatari del servizio. La nostra preoccupazione, tuttavia, è quella di fare in modo che il numero dei posti in convenzione possa aumentare, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa. Di contro, è necessario evitare il collasso dell’ADI, a causa della progressiva riduzione delle ore previste di assistenza, che invece dovrebbero essere aumentate per favorire la domiciliazione delle cure”.
Multileva, linee guida non chiare
Ulteriore fonte di timori è rappresentata dai tempi dell’iter di approvazione delle linee guida con le quali gli Ambiti Territoriali Sociali dovranno gestire le risorse da destinare alle famiglie quale sostegno alla retta. “Sono già numerose le richieste di informazione da parte di utenti interessati a presentare domanda, che chiamano nei nostri uffici per avere informazioni, ma da quel che sappiamo le linee guida, predisposte dalla Regione Marche per l’attuazione dei due interventi, risultano essere ancora in attesa dei richiesti pareri al CAL, e quindi gli Ambiti Territoriali Sociali, che dovranno materialmente erogarli, non possono ancora provvedere alla emanazione di apposito bando o avviso rivolto alle destinatarie ed ai destinatari dell’intervento. Non appena approvate e rese note, ovviamente, i nostri uffici ne daranno immediatamente informazione e saranno a disposizione per ogni esigenza di presentazione delle istanze da parte delle/degli interessati – spiega dalla Uil Marche – Le risorse, infatti sono suddivise in due filoni di finanziamento e, in particolare, per quello da 1,967 milioni i tempi sono strettissimi considerato che è garantito dal POC 2014-2020 (inclusione sociale e lotta alla povertà) che prevede di essere speso entro la fine del 2026.
Dei complessivi 9,6 milioni di euro previsti per il sostegno alla retta, i restanti 7,7 per gli anni 2026 e 2027, sono finanziati dal “Piano Nazionale Giovani, Donne, Lavoro”, e dal FSE e sono destinati esclusivamente a caregiver donne in età attiva che lavorano, o se disoccupate o inattive che siano disponibili al servizio di “accompagnamento al lavoro” a cura dei centri per l’impiego, o sottoscrivere il relativo “patto di servizio”, ponendosi l’intervento come principale finalità quella di sostenere l’occupabilità femminile.
Famiglie impossibilitate a far fronte all’aumento rette
Per le famiglie l’aiuto economico diventa sempre più urgente: già dal 1° luglio dello scorso anno con la Delibera di Giunta Regionale 1403/2025 era stata aggiornata la quota sanitaria relativa alle Residenze Protette per Anziani non autosufficienti e per persone con demenze, a cui di norma corrisponde analogo incremento della quota sociale a carico degli ospiti: un incremento totale annuo di 2.095€ per gli anziani e di 1405€ per le demenze, di cui il 50% rimane, appunto, a carico degli ospiti. Se si considera che l’importo medio mensile dei trattamenti pensionistici per lavoratori dipendenti è di 977 euro lordi al mese (fonte: rendiconto sociale regionale INPS 2025) si comprende bene come alla difficoltà di pagare le rette, per la maggior parte delle famiglie diventa impossibile far fronte all’aumento.