Invecchiare con dignità: questo il titolo del convegno Uilp Calabria che si è tenuto sabato 8 ottobre a Reggio Calabria.
Ai lavori, presieduti dal Segretario generale Uilp Calabria Francesco De Biase, hanno partecipato:
- Luisa Papalia del Coordinamento PO UILP di Reggio Calabria,.
- La Dott.ssa Maria Pia Guarna psicologa.
- La Dott.ssa Maria Papalia geriatra.
- Il Dr Vincenzo Maria Romano Neuropsichiatra.
- Monsignor Giacomo D’Anna.
- Caterina Silipo Coordinatrice Regionale PO UILP Calabria.
- Lucia Nucera Assessore al Welfare della città metropolitana di Reggio Calabria.
Ha concluso i lavori Francesca Salvatore, Segretaria nazionale Uilp.
Invecchiare con dignità: le parole di Salvatore
Parlare di supporto psicologico e di comunità solidali, per noi della UIL Pensionati, significa affrontare il cuore del tema dell’invecchiamento con dignità. Non è un argomento di nicchia, ma una questione centrale che riguarda la qualità della vita di milioni di persone. Con l’allungamento della vita media, diventa sempre più importante comprendere e affrontare le sfide psicologiche che la terza e la quarta età comportano.
Noi crediamo che il supporto psicologico sia fondamentale per aiutare le persone anziane a gestire la solitudine, l’ansia, la depressione, il declino cognitivo. Significa accompagnarle nei cambiamenti, mantenere la mente attiva, promuovere il benessere emotivo. Come sindacato delle persone, sentiamo il dovere di occuparci anche di questo: tutelare la salute mentale e sociale è parte integrante della tutela della dignità.
Oggi in Italia ci sono oltre 14 milioni di persone anziane, il 24% della popolazione. Nei prossimi cinquant’anni gli over 65 raddoppieranno e gli over 80 quasi triplicheranno. La speranza di vita nel 2024 ha toccato un nuovo record, con 83 anni e 4 mesi, ma gli anni vissuti in buona salute stanno diminuendo. Persistono forti disuguaglianze territoriali e, come ha più volte ricordato il Segretario Generale UIL Calabria Francesco De Biase, nella nostra regione la sanità resta un’emergenza. L’ISTAT ha certificato che la Calabria è fanalino di coda per la spesa sociale.
Quando parliamo di invecchiamento attivo, non intendiamo lavorare di più o allungare l’età pensionabile. Per noi, invecchiamento attivo significa poter vivere meglio: ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, favorire l’apprendimento permanente, promuovere ambienti sani, inclusivi e accessibili, sostenere la prevenzione e la salute a tutte le età.
Sappiamo bene che le persone anziane sono il vero pilastro del nostro welfare familiare: sostengono figli e nipoti, trasmettono valori, esperienze, conoscenze. Non sono un peso, ma una risorsa per l’intera società. Già alla fine degli anni ’90 avevamo lanciato la campagna “Essere anziani: un valore per sé e per la società, non una colpa”, ben prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità introducesse il concetto di invecchiamento attivo.
Oggi vogliamo ribadire che la sfida demografica non è solo un problema, ma anche un’opportunità. La cosiddetta Silver Economy può diventare un volano di sviluppo, innovazione e lavoro di qualità. Allo stesso modo, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale non devono spaventarci: vanno governate, perché possono aiutarci a migliorare la prevenzione, la medicina territoriale e il benessere complessivo delle persone.
Crediamo molto nel valore della staffetta generazionale, tema caro al nostro Segretario Generale Carmelo Barbagallo. I lavoratori più anziani possono trasmettere competenze ai giovani, e i pensionati potrebbero essere coinvolti in progetti di servizio civile, mentre i giovani, a loro volta, possono aiutare gli anziani a orientarsi nelle nuove tecnologie. È da questo scambio che nasce una società davvero coesa.
Riteniamo che la prevenzione sia la prima forma di cura: avere cura di sé, dei propri cari e dell’ambiente in cui si vive. Per questo dobbiamo investire nelle “società delle relazioni sociali”, contrastare la solitudine e creare spazi di socializzazione per tutte le età, nelle città come nei borghi. Rigenerare i nostri territori significa rigenerare la comunità e costruire un’Italia più giusta e più vicina alle persone.
Alla base di tutto, però, deve esserci una sanità pubblica e universale. E qui non possiamo nascondere la nostra delusione per la manovra economica 2025: non affronta in modo adeguato le liste d’attesa, il personale sanitario, la medicina di territorio e la non autosufficienza. Inoltre, le misure sui Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), vincolate alle risorse già stanziate, rischiano di aprire la strada all’autonomia differenziata, una legge che noi riteniamo dannosa e ingiusta.
Come UIL Pensionati continueremo a batterci per un sindacato delle persone, portatore di valori di equità, inclusione e giustizia sociale. Solo mettendo la persona al centro possiamo costruire una società che permetta davvero a tutti di invecchiare con dignità.