Liste d’attesa: “La relazione della Corte dei Conti sulle liste d’attesa fotografa una realtà che la UIL Pensionati denuncia da tempo: il Servizio Sanitario Nazionale si trova in uno stato di crisi strutturale e sistemica.

Le liste d’attesa infinite non sono più una semplice inefficienza, ma una barriera insormontabile che nega il diritto costituzionale alla salute e che penalizza sopratutto le persone anziane.”

 

Ad affermarlo è Carmelo Barbagallo, Segretario Generale della UIL Pensionati, commentando la delibera della Corte dei conti sull’attuazione delle misure finalizzate al contenimento dei tempi di attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, presentata in data odierna.

Liste d’attesa infinite, lo dice la Corte dei Conti

“I magistrati contabili – continua Barbagallo – hanno certificato che le risorse fin qui stanziate non bastano a compensare le carenze organizzative e il blocco delle assunzioni.

Di fronte a questo scenario, la UILP torna a gridare con forza che servono risorse fresche e riforme immediate, non interventi spot, a partire già dalla prossima Legge di Bilancio.

Una privatizzazione di fatto che penalizza gli anziani.Le attese interminabili stanno spingendo la sanità italiana verso una pericolosa privatizzazione di fatto.

La spesa pagata direttamente di tasca propria dalle famiglie ha ormai superato i 43 miliardi di euro, mentre 5,8 milioni di persone – soprattutto anziani, malati cronici e fasce vulnerabili – sono costrette a rinunciare del tutto a esami e prevenzione perché non possono permettersi le tariffe del settore privato.

Curarsi non può essere un lusso

 

Curarsi sta diventando un lusso legato al censo, violando il principio cardine di universalità del nostro SSN. Per bloccare il declino della sanità pubblica e garantire alle persone il diritto fondamentale di curarsi, la UIL Pensionati chiede interventi strutturali immediati:

 

  • • Fondo Sanitario al 7,5% del PIL. Incrementare il finanziamento pubblico portandolo progressivamente ai livelli dei grandi Paesi europei, proteggendo le risorse dall’inflazione.
  • • Sblocco delle assunzioni. Superare i tetti di spesa per inserire stabilmente medici e infermieri, aggredendo la carenza di personale che rappresenta il vero imbuto delle liste d’attesa.
  • • Potenziamento della medicina territoriale. Rendere operative le strutture di prossimità per tutelare i pazienti cronici e non autosufficienti.