Uilp Umbria: Vitalizi e pensioni in Umbria seguono regole diverse quando si tratta di recuperare il potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione. È quanto emerge dall’analisi realizzata dalla Uilp Umbria sui 98 assegni vitalizi attualmente in pagamento da parte dell’Assemblea legislativa regionale e sui meccanismi di perequazione applicati alle pensioni.
Nel 2026 i vitalizi degli ex consiglieri regionali umbri sono stati rivalutati dell’1,4%, corrispondente all’intero indice di inflazione utilizzato per l’adeguamento. La stessa percentuale è stata riconosciuta a tutti gli assegni, indipendentemente dal loro importo.
Per le pensioni, invece, la rivalutazione cambia in base all’ammontare del trattamento: il 100% dell’indice viene riconosciuto fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre sulle fasce successive la percentuale si riduce.
Vitalizi e pensioni: cosa cambia nel 2026
L’analisi della Uil Pensionati Umbria prende in esame i 98 vitalizi effettivamente in pagamento, di cui 71 diretti e 27 di reversibilità. Il loro valore complessivo, calcolato su dodici mensilità, supera i 4,1 milioni di euro l’anno.
Gli importi mensili vanno da circa 734 euro fino a oltre 7.900 euro. Eppure, ai fini della rivalutazione, la percentuale applicata resta la stessa.
Il confronto con le pensioni mostra concretamente la differenza.
Un vitalizio che nel gennaio 2026 ammontava a 7.811,84 euro lordi mensili è aumentato di 109,37 euro, arrivando a 7.921,21 euro. Applicando allo stesso importo le regole previste per la perequazione delle pensioni, l’aumento sarebbe stato invece di 91,74 euro.
La differenza deriva dal carattere progressivo del sistema pensionistico, che garantisce l’indicizzazione piena agli importi più bassi e la riduce progressivamente sulle fasce più elevate.
Per 28 vitalizi non cambierebbe nulla
La Uilp Umbria sottolinea anche un elemento importante: per 28 dei 98 assegni analizzati non esiste alcuna differenza.
Sotto la soglia delle quattro volte il trattamento minimo, infatti, anche le pensioni ricevono il 100% della rivalutazione. L’asimmetria riguarda quindi esclusivamente gli assegni di importo superiore.
Il divario diventa più evidente osservando gli effetti prodotti nel tempo. Secondo le elaborazioni contenute nell’analisi, applicando dal 2023 al 2026 agli assegni vitalizi le stesse regole utilizzate per le pensioni, il monte annuo 2026 risulterebbe inferiore di circa 213.658 euro, pari al 5,19% del totale.
Per l’assegno più elevato della platea, il differenziale accumulato raggiungerebbe oltre 8.300 euro l’anno.
Uilp Umbria: stessa inflazione, stessa regola
Per la UIL Pensionati Umbria, la questione non riguarda il diritto degli ex consiglieri a percepire il proprio assegno, ma il diverso meccanismo utilizzato per proteggerlo dall’aumento del costo della vita.
Negli ultimi quindici anni, infatti, la perequazione delle pensioni è stata più volte modificata e limitata per legge. Il meccanismo di indicizzazione dei vitalizi regionali ha invece continuato a riconoscere integralmente l’adeguamento.
La proposta della Uilp è quindi quella di applicare agli assegni vitalizi regionali le stesse fasce di perequazione previste per le pensioni, senza intervenire sugli importi già maturati.
“Non chiediamo di togliere nulla a nessuno. Chiediamo che davanti allo stesso indice ISTAT valga la stessa regola”, è la posizione della Uil Pensionati Umbria.
Le eventuali risorse liberate dal riallineamento, secondo la Uilp, potrebbero inoltre essere destinate alle politiche regionali per la non autosufficienza e il sostegno alle persone anziane e alle loro famiglie.