Svimez: giovani e anziani lasciano il Sud. “Per fare una battuta si potrebbe definirla ‘La grande fuga’, ma la situazione è seria e va presa come tale.”

Così dichiara Carmelo Barbagallo, Segretario generale Uil Pensionati, commentando i dati Svimez sulla doppia emigrazione di giovani e anziani dal Mezzogiorno verso il Nord Italia.

“I giovani fuggono per inseguire il proprio futuro, le persone anziane li seguono perché senza un pensionato o una pensionata che dia una mano fisica ed economica, mettere su famiglia è diventato quasi impossibile.

Da questi dati emergono due fatti: al Sud non c’è lavoro per i giovani e non c’è assistenza per le persone anziane. Ma anche al Nord senza un aiuto è difficile cavarsela.

Quando capiremo che il Paese non può andare a due velocità? Quando capiremo che le persone anziane sono una risorsa preziosa da valorizzare? Quando capiremo che le Istituzioni devono aiutare i giovani a costruirsi il futuro senza bisogno di scappare? Noi abbiamo tante proposte, vogliamo essere ascoltati.“

Svimez: cosa dicono i dati

Il Mezzogiorno continua a perdere giovani competenze qualificate, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell’iscrizione all’università, che riduce drasticamente le possibilità di rientro. Dal 2002 al 2024 quasi 350 mila laureati under 35 hanno lasciato il Sud per il Centro-Nord, con una perdita netta di 270 mila unità. Secondo la SVIMEZ, il costo di questa mobilità interna è pari a 6,8 miliardi di euro l’anno.

Accanto all’emigrazione giovanile cresce anche la mobilità degli anziani, i cosiddetti “nonni con la valigia”: persone che mantengono la residenza al Sud ma si spostano stabilmente al Centro-Nord per sostenere figli e nipoti. Tra il 2002 e il 2024 il numero di anziani in questa condizione è quasi raddoppiato, passando da 96 mila a oltre 184 mila unità.

I dati emergono dal report SVIMEZ “Un Paese, due emigrazioni”, realizzato in collaborazione con Save the Children.