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Siracusa, piano vaccinale e medicina del territorio: i Sindacati dei pensionati chiedono incontro all’Asp

Rilanciare il confronto con l’Asp provinciale e i direttori dei quattro distretti sanitari per la straordinaria emergenza sanitaria, assicurando cure specialistiche e prepararsi al piano vaccinale sul territorio. Queste le richieste di Spi, Fnp, Uilp Siracusa all’azienda sanitaria provinciale

“Bisogna fare presto –dichiarano i Sindacati- perché stiamo assistendo ad una vera e propria strage degli anziani e delle persone più vulnerabili nel nostro Paese, una strage che rischia di acuirsi ulteriormente nelle prossime settimane per i ritardi nella messa in opera del piano vaccinale. Dobbiamo dircelo con grande chiarezza e franchezza. Ogni giorno, ora o minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane, in particolare nella categoria anagrafica degli over 60 dove da inizio pandemia si concentra il 95,6% dei decessi. Ci appelliamo con forza a tutte le autorità competenti perché facciano tutto il necessario e perché portino il nostro Paese fuori dall’emergenza in tempi rapidi. Ulteriori ritardi non sono più accettabili e bisogna lavorare ventre a terra per recuperare in fretta quelli già accumulati”.

Per i Sindacati dei pensionati è necessario che il diritto costituzionale alla salute di tutti i cittadini venga garantito attraverso il vaccino e apportando importanti investimenti nella medicina territoriale e nell’assistenza di prossimità, cambiamenti fondamentali come la telemedicina e la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

“Siamo convinti che serva confrontarsi per definire interventi correttivi dovuti ai ritardi nazionali – aggiungono i Sindacati dei pensionati – Dai tagli alle dosi dei vaccini, al ritardo della fase 1 della vaccinazione. Ancora oggi non tutti gli operatori sanitari della provincia hanno avuto il completamento della seconda dose di vaccino, a questo si aggiunge che non si sia riusciti ad assumere totalmente il numero di operatori sanitari di sostegno a tale campagna di vaccinazione (infermieri, assistenti e medici) a causa delle assicurazioni obbligatorie necessarie agli stessi e alla individuazione delle agenzie del lavoro che faranno da tramite, così come alla necessità di coprire ancora con tale protezione tutti gli ospiti/pazienti delle Rsa e delle tante case di riposo. Dalla tempistica dai quotidiani nazionali e regionali che nella nostra Regione l’inizio della fase di vaccinazione, riguardante gli over80 (in totale pari a 320.000), è prevista verso fine febbraio inizi di marzo e che gli stessi dovranno prenotarsi per il vaccino online su una piattaforma informatica. Ci si è chiesti quanti di questi anziani sapranno farlo? Ci chiediamo anche se esista già una mappatura di chi autosufficiente potrà andare da solo a vaccinarsi, chi avrà bisogno di essere accompagnato o chi dovrà essere vaccinato a casa. E ci domandiamo anche quando si passerà alle altre categorie fragili come i malati di tumore, i cardiopatici, i disabili, i malati di alzheimer.”

“Rendendoci disponibili oltreché al confronto anche ad azioni concrete di supporto utili alla rete di conoscenza di tale fascia di popolazione e alla individuazione di soluzioni condivise, – Spi, Fnp, Uilp – chiediamo che siano impiegate per questo obiettivo tutte le forze disponibili. È urgente porre un argine alle morti che ogni giorno nel nostro territorio sono vittime della pandemia di coronavirus.”

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