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Lettera di Ces e Ferpa alla Presidente della Commissione Europea e al Presidente del Parlamento Europeo con risposta

Ieri, 15 aprile, il Segretario della Ces Luca Visentini e il Segretario della Ferpa Agostino Siciliano hanno scritto alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen e al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, chiedendo a questi di intervenire sulla situazione di emergenza che gli anziani di molti Paesi europei stanno vivendo a causa del Covid- 19.

Di seguito la lettera (traduzione a cura della Uilp)

“Cara Presidente Von Der Leyen, Caro Presidente Sassoli

Accogliamo con favore le misure di emergenza recentemente adottate dalla Commissione Europea.Le risorse economiche stanziate per assicurare l’appropriato funzionamento del sistema sanitario durante la lotta al Covid-19 e per supportare le imprese, proteggere i lavoratori dalla disoccupazione e dalla mancanza di stipendio in questo delicato periodo, sono chiaramente necessarie. I Sindacati di ogni Paese stanno esercitando pressione sui propri Governi, affinchè questi avallino tali misure di emergenza senza ritardo.

Tuttavia, misure economiche e sanitarie più specifiche sono urgentemente necessarie per contenere e fermare la diffusione del virus e per gestire in modo migliore gli effetti sulla sanità e sull’economia di questa pandemia senza precedenti.

Il Covid-19 sta contagiando migliaia di persone in Europa e nel Mondo. Tuttavia, coloro che pagano il prezzo più alto, spesso perdendo la vita, sono i cittadini over 70. Sono loro ad essere più esposti al rischio di contrarre il virus e di morirne. I più vulnerabili sono gli over 80 già affetti da altre patologie.

Ci rendiamo conto della gravità di questa emergenza sanitaria e riconosciamo il grande impegno dei dottori, degli infermieri e del personale sanitario che sono in prima linea ad occuparsi dei malati e a salvare vite.

Tuttavia, a questo punto crediamo sia essenziale un vostro intervento, con i Governi dei singoli Stati, così che agli anziani, specialmente a quelli con disabilità, a quelli che vivono soli e in fragili condizioni, venga data una speciale attenzione e un mirato trattamento sanitario.

In particolare, vorremmo portare alla vostra attenzione la delicata situazione in cui si trovano gli anziani ospiti delle case di riposo e gli anziani ricoverati nelle strutture sanitarie. In molti Paesi europei, a causa della diffusione del virus nelle suddette strutture, la situazione sta diventando drammatica e il personale impiegato all’interno delle stesse spesso non è adeguatamente protetto.

Inoltre, c’è bisogno anche di un’assistenza sociale, al fine di evitare che, a causa delle misure che hanno ristretto la mobilità e le relazioni sociali emanate dai Governi al fine di prevenire la diffusione del contagio, le persone anziane si sentano sole, discriminate e abbandonate.

Speriamo che la solidarietà tra Paesi e tra generazioni si rafforzi, perché è solo rimanendo uniti che riusciremo a sconfiggere questo terribile coronavirus.

Contiamo su un vostro intervento per difendere la salute di tutti i cittadini europei ed in particolare dei più anziani, che sono la categoria di persone più vulnerabile. Sono la generazione che ha contribuito a costruire l’Unione Europea e sono quelli che stanno pagando il prezzo più alto, con un tasso troppo alto di decessi.”

QUI la lettera in lingua originale (inglese)

Risposta di Valdis Dombrovskis, Vice presidente della Commissione europea  (24 giugno 2020)

24 giugno 2020

 

Cari Signor Visentini e Signor Siciliano,

In vece della Presidente Von Der Leyen, vi ringrazio per la vostra lettera del 15 aprile 2020 sulle misure relative al Covid-19. Vi prego di accettare le nostre scuse per il ritardo nel rispondere.

Sono particolarmente consapevole della situazione difficile che le persone anziane, le persone disabili, e altri gruppi vulnerabili stanno vivendo in questo momento. Oggi, più che mai, solidarietà e azioni determinate sono necessarie per proteggere chi è fragile e a rischio più alto di soffrire gravi conseguenze a causa della pandemia, sia nel mondo del lavoro che nel loro ambiente sociale e personale.

La Commissione è particolarmente preoccupata dell’impatto che il Covid-19 ha avuto sulle strutture residenziali per le cure di lunga durata, incluso l’alto tasso di contagi e decessi. Stiamo avendo un intenso dialogo con le organizzazioni che rappresentano la popolazione anziana e la popolazione disabile e con le organizzazioni che rappresentano coloro che provvedono a fornire a questi servizi necessari.

Il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali stabilisce che tutti dovrebbero avere accesso a cure di lunga durata di qualità. Ogni azione dell’Unione Europea che aiuti a raggiungere questo obiettivo non dovrebbe influenzare il diritto di ogni Stato Membro a definire i principi fondamentali del proprio sistema di sicurezza sociale, inclusi i servizi di cura di lunga durata. Da quando il Covid-19 si è diffuso, la Commissione ha usato tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare coloro che sono più esposti a questa crisi sanitaria.

La Commissione sta lavorando con il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie per proteggere in maniera più adeguata le fasce più fragili della popolazione nel contesto della Crisi Covid-19, inoltre il Centro ha pubblicato una guida alla prevenzione e al monitoraggio del contagio nelle case di riposo e nelle strutture residenziali per anziani e dei report sulle fasce di popolazione vulnerabile a livello medico e sociale saranno pubblicati nel secondo trimestre del 2020. Abbiamo un dialogo stabile con le autorità nazionali per supportarle ad implementare la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Molte misure sono state introdotte per portare flessibilità sull’uso dei fondi Europei, incluso il Fondo Sociale Europeo, per aiutare le azioni degli Stati Membri volte a rafforzare i sistemi sanitari e di cure di lunga durata. Per discutere come meglio utilizzare questi fondi per assicurare continuità e qualità dei servizi di cura, la Commissione ha recentemente messo insieme figure importanti a livello nazionale e europeo. Le attività che sono finanziate dal Fondo per l’Aiuto Europeo agli Indigenti sono indirizzate alle fasce più vulnerabili della nostra società, e offrono finanziamenti agli Stati Membri per aiutare coloro che si sentono soli e abbandonati.

Per quello che riguarda il mondo del lavoro, la legislazione dell’Unione Europea sulla salute e la sicurezza sul lavoro stabilisce chiaramente la necessità di adattare il lavoro all’individuo e l’obbligo di proteggere in modo particolare i gruppi dai rischi e dai pericoli che li riguardano specificatamente. La Commissione ha lavorato in stretta relazione con l’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute al lavoro per preparare l’Unione Europea a un sicuro ritorno al lavoro dopo il Covid-19. La guida evidenzia la necessità di portare una speciale attenzione ai lavoratori che corrono un rischio alto e la necessità di essere preparati a proteggere i più vulnerabili, inclusi gli anziani e coloro che soffrono di malattie croniche.

Ammiro il grande impegno e l’estrema generosità degli operatori sanitari. Loro sono in prima linea nell’aiutare le persone anziane e le persone disabili e hanno bisogno di essere adeguatamente protette. Proteggerli non è solo un obbligo morale e legale, è anche nell’interesse di tutti noi.

Grazie per la vostra continua cooperazione su questo argomento.

Sinceramente

Valdis Dombrovskis, Vice Presidente della Commissione Europea

Leggi QUI la versione originale della risposta

 

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